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ALFANO, RAPPORTO CENTRODESTRA-CHIESA RESTA SALDORoma, 31 gen. - "Gli ultimi 16 giorni non cancellano gli ultimi 16 anni".
Durante la presentazione del libro di Massimo Franco "C'era una volta un Vaticano", il ministro della giustizia, Angelino Alfano, nega che la cronaca del caso Ruby possa aver guastato, anche solo in parte, il rapporto tra Chiesa ed elettori di centrodestra. "Il rapporto resta saldo - assicura il ministro - perche' questo governo ha tenuto posizioni ferme nella difesa di valori e di principi centrali: basti ricordare per tutti il caso drammatico di Eluana Englaro.
Le critiche di Bagnasco e della Cei? Giudizi severi, e' vero, ma non hanno fatto sconti a nessuno e comunque non si possono confondere i tempi della Chiesa con i tempi della politica".
Il guardasigilli e' sicuro: "credere che il rapporto con la Chiesa di milioni di fedeli che hanno votato per il centrodestra sia compromesso dalle cronache di questi giorni e' un esercizio vano, che rischia di indurre in errore anche gli analisti piu' attenti; credere che quello che sta succedendo possa orientare il voto cattolico significa sbagliare di grosso". (AGI)
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OPPOSIZIONI: ALFANO,SCHIAFFO DEMOCRAZIA NO AL DIALOGO(ANSA) - ROMA, 31 GEN - ''Ogni idea è discutibile, ma il rifiuto di discutere nelle Camere è indiscutibilmente uno schiaffo al libero e responsabile funzionamento di una democrazia matura".
Il ministro della Giustizia Angelino Alfano in una nota critica duramente ''quella parte dell'opposizione parlamentare che ha reagito con stizza propagandistica alla proposta di un piano nazionale per la crescita, formulata con estrema chiarezza dal presidente del Consiglio". E definisce ''irresponsabile, fare orecchi da mercante all'agenda politica annunciata senza incertezze dal Capo del Governo.
"Gli appelli responsabili ed equilibrati del Quirinale, in un'ottica di svelenimento del clima politico, dovrebbero indurre a maggiore cautela'' proprio quella parte dell'opposizione parlamentare che ha ''reagito con stizza propagandistica'' , dice Alfano.
"Se è vero che il Paese deve fronteggiare scadenze internazionali non facili e che il requisito necessario per farlo con successo è il ripristino di un clima politico razionale e sereno, qualcosa di simile alla 'tregua', invocata dal Corriere della Sera, è imprudente, se non irresponsabile- sottolinea- fare orecchi da mercante all'agenda politica annunciata senza incertezze dal Capo del Governo. Ogni idea è discutibile, ma il rifiuto di discutere nelle Camere è indiscutibilmente uno schiaffo al libero e responsabile funzionamento di una democrazia matura".
L'opposizione- afferma il ministro- ha diritto di chiedere le dimissioni del premier anche cento volte al giorno, posto che si ritenga utile questa ginnastica verbale dopo numerosi voti di fiducia parlamentare, ma sulla questione di un sereno e fattivo confronto istituzionale non si scherza"
. "Ogni forma di aventinismo o di desolidarizzazione sul piano del metodo democratico e liberale - conclude- va nella direzione esattamente contraria agli auspici dei cittadini e di chi ha a cuore, anche perch‚ ne è massimo custode, la salute della Repubblica".
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ALFANO: DA IRRESPONSABILI FARE ORECCHIE DA MERCANTEAPPELLI QUIRINALE DOVREBBERO INDURRE A MAGGIOR CAUTELA
Roma, 31 gen. - "Gli appelli responsabili ed equilibrati del Quirinale, in un'ottica di svelenimento del clima politico, dovrebbero indurre a maggiore cautela quella parte dell'opposizione parlamentare che ha reagito con stizza propagandistica alla proposta di un piano nazionale per la crescita, formulata con estrema chiarezza dal presidente del Consiglio".
Lo dice il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in una nota.
"Se e' vero che il Paese deve fronteggiare scadenze internazionali non facili- aggiunge- e che il requisito necessario per farlo con successo e' il ripristino di un clima politico razionale e sereno, qualcosa di simile alla 'tregua', invocata dal Corriere della Sera, e' imprudente, se non irresponsabile, fare orecchi da mercante all'agenda politica annunciata senza incertezze dal Capo del Governo.
Ogni idea e' discutibile, ma il rifiuto di discutere nelle Camere e' indiscutibilmente uno schiaffo al libero e responsabile funzionamento di una democrazia matura".
"L'opposizione- prosegue Alfano- ha diritto di chiedere le dimissioni del premier anche cento volte al giorno, posto che si ritenga utile questa ginnastica verbale dopo numerosi voti di fiducia parlamentare, ma sulla questione di un sereno e fattivo confronto istituzionale non si scherza".
"Ogni forma di aventinismo o di desolidarizzazione sul piano del metodo democratico e liberale va nella direzione esattamente contraria agli auspici dei cittadini e di chi ha a cuore, anche perche' ne e' massimo custode, la salute della Repubblica", conclude il ministro.
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ALFANO,OPPOSIZIONE IRRESPONSABILEROMA, 31 GEN - L'opposizione e il Pd dimostrano di essere ''irresponsabili'', perche' e' interessata solo ''a mandare a casa Berlusconi'' e non ad affrontare i problemi del paese.
Cosi' il ministro della giustizia Angelino Alfano, ha commentato il ''no'' del Pd alla proposta di Berlusconi.
'A loro - ha detto Alfano a margine della presentazione di un libro di Massimo Franco - non va bene il proponente. Quella del presidente Berlusconi e' una proposta seria per l'Italia in tema di sviluppo e crescita, e il presidente Berlusconi propone la nostra ricetta che e' fatta non di nuove tasse o della patrimoniale ma di mettersi d'accordo i parlamento con le forze piu' responsabili per una proposta della crescita del paese''.
''Le opposizioni - ha proseguito - dicono di no perche' non gli va bene il proponente, cioe' Berlusconi. Quando Berlusconi parla dei problemi che lo hanno riguardato dicono che egli non si occupa dei problemi del paese; se invece il premier parla dei problemi della crescita dicono che non va bene Berlusconi.
Siamo alle solite, e cioe' l'unico tema della sinistra e' mandare a casa Berlusconi. Non ci sono riusciti il 14 dicembre con una mozione di sfiducia che non aveva ragione di riuscire, e ci stanno riprovando ancora.
Il tema reale e' che Berlusconi ha dimostrato di avere i voti in parlamento numerose volte e di avere anche i voti nel paese come dimostra il successo alle elezioni europee, a quelle regionali e in numerose altre tornate''.
I cronisti hanno domandato al guardasigilli perche' la proposta del premier sia arrivata solo ora: ''perche' noi abbiamo lavorato fin qui - ha risposto - per tenere i conti in ordine.
Sono giunti i risultati, si avvia la seconda meta' della legislatura, e Berlusconi invece di convocare immediatamente il consiglio dei ministri lanciando le nostre idee sulle crescita ha lanciato un appello alla forze piu' responsabili dell'opposizione.
Come dimostra la risposta pero' - ha aggiunto - tanto responsabili non sono, perche' hanno a cuore non l'interesse dell'Italia e degli italiani, ma solo di far cadere Berlusconi, illudendosi che caduto lui, il paese si riprenda, mentre accadrebbe l'esatto contrario, perche' uno degli asset positivi di questo nostro tempo e' la stabilita' dei governi che Berlusconi ha saputo assicurare''. (ANSA).
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CARCERI: ALFANO INAUGURA NUOVO A TRENTO CHIUDE CARCERE DI ROVERETO - PROTOCOLLO CON TRENTINO ALTO ADIGE PER ATTREZZATURE E PERSONALE
TRENTO, 31 GEN - ''Oggi ci sono due buone notizie, l'apertura di questo carcere, frutto del lavoro di anni, e la firma di un protocollo tra il ministero della Giustizia e la Regione Trentino Alto Adige per la collaborazione nel fornire attrezzatura e personale di supporto''.
E' quanto ha sottolineato stamani dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, a Trento per inaugurare la nuova casa circondariale, nella zona nord della citta'. Il ministro ha anche annunciato che siglera' stasera ''al ritorno a Roma, l'atto di chiusura del carcere di Rovereto'', la seconda struttura penitenziaria del Trentino.
Il personale, circa 60 unita', e i detenuti, circa 90, secondo una stima riferita oggi dal capodipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Franco Ionta, dovranno cosi' confluire nella nuova struttura a Trento. La precedente casa circondariale nel capoluogo non aveva, tra l'altro, una sezione femminile, ed era stata una delle ragioni che avevano bloccato la chiusura di Rovereto, oltre al sovraffollamento di entrambi i carceri.
''Sono qui non a posare la prima pietra - ha sottolineato Alfano a Trento - ma l'ultima, segno del fatto che le opere pubbliche posso essere portate a compimento in tempi anche brevi (la struttura e' stata completata in 3 anni e 8 mesi di lavori, ndr) e con una concordia istituzionale che quest'area del Paese puo' esportare nel resto d'Italia''. In questo ha ringraziato la Regione, per cui a porre la firma del protocollo e' stato il vicepresidente, Lorenzo Dellai, presidente della Provincia autonoma di Trento.
Il protocollo, che si rinnova, prevede 25 unita' di personale da destinare agli uffici giudiziari (5 in piu' rispetto al passato, ndr), e materiale di consumo e attrezzature per il funzionamento degli uffici stessi.
''Dietro questo lavoro - ha sottolineato Dellai - c'e' un ideale di collaborazione tra tutte le istituzioni, principio molto caro al Capo dello Stato, e tra tutte le persone che per le istituzioni lavorano. Ci sono anche un'idea di giustizia e un'autonomia orgogliosa delle proprie prerogative e per questo responsabile della comunita', in spirito di leale collaborazione''.
Alfano ha sottolineato poi come il nuovo carcere sia un ''segno di speranza'' anche nel salvaguardare umanita' e dignita' nello scontare la pena, evitando innanzitutto il sovraffollamento, e con una struttura moderna, utile a facilitare il lavoro del personale e efficiente anche dal punto di vista energetico, vista la produzione di energia per il 30% con pannelli solari.
La nuova struttura, per 244 detenuti, di cui 20 donne e 20 posti per persone in semiliberta', e' costata 112,5 milioni di euro, interamente finanziati dalla Provincia autonoma di Trento. Il trasferimento dei circa 180 detenuti che erano nel vecchio carcere del capoluogo e del centinaio di unita' della polizia penitenziaria e' avvenuto a partire dal dicembre scorso. Auspicio sottolineato da Dellai, e' stata una rapida risposta al programma di potenziamento degli organici.
Da parte di Alfano e' stato rinnovato l'impegno a portare a compimento il Piano straordinario per le carceri, con l'ampliamento del numero di posti. (ANSA).
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PROPOSTA BERLUSCONI: ALFANO, ORA PATTO CRESCITATRENTO, 31 GEN - ''Noi abbiamo fin qui resistito alle offensive altrui, ora il premier propone un patto per la crescita del Paese''.
E' quanto ha affermato il ministro per la Giustizia, Angelino Alfano, oggi a Trento per l'inaugurazione del nuovo carcere, parlando della proposta di Silvio Berlusconi di lavorare con la sinistra. '
'Una volta e' stato il caso delle intercettazioni - ha continuato Alfano - una volta il caso Spatuzza, un'altra volta la scissione dei finiani: per un motivo o per un altro si e' tenuto fermo l'oggetto della questione da parte della sinistra, cioe' cacciare Berlusconi. Hanno cambiato i motivi ma non l'oggetto del contenzioso''.
''Ora Berlusconi, al di la della sua persona - ha aggiunto Alfano - che governa l'Italia perche' ha vinto piu' volte e ha la fiducia del Paese propone un patto per la crescita. Vedremo se vi sara' della responsabilita' o se la sinistra sara' arroccata sulla posizione del 'vada via Berlusconi'. Questa seconda ipotesi metterebbe in rilevo che l'unico tema della sinistra italiana e' l'antiberlusconismo, senza proposte per lo sviluppo e per il bene degli italiani''. (ANSA).
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ALFANO,C'E' UN SOLO PRESIDENTE VOTATO DA ITALIANI
TRENTO, 31 GEN - ''C'e' un solo presidente, che e' Silvio Berlusconi, perche' e' quello votato dagli italiani''. E' cosi' che il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha risposto ai cronisti che gli hanno chiesto se sia possibile un rimpasto del governo con Alfano stesso alla presidenza del Consiglio. Il ministro ha parlato a margine dell'inaugurazione del nuovo carcere di Trento.(ANSA).
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ALFANO, NOSTRO IL RECORD DI DETENUTI IN 41 BISRoma, 29 gen. - "Il governo ha messo in campo il piu' robusto sistema di norme di contrasto alla criminalita' organizzata e il piu' alto numero di detenuti sottoposti a regime dell'articolo 41 bis dalla sua introduzione nel nostro ordinamento giuridico".
Lo ha ricordato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, nel corso del suo intervento alla cerimonia dell'inaugurazione dell'anno giudiziario alla Corte d'Appello di Roma.
Sempre per la lotta alle mafie il guardasigilli ha ricordato che questo governo ha anche il record del "piu' alto numero di provvedimenti ministeriali di riapplicazione" sempre del regime del 41 bis e inoltre "il piu' basso numero dei provvedimenti di revoca del carcere duro per i condannati di mafia".
Alfano ha inoltre sottolineato che "l'azione di contrasto alla criminalita' organizzata e' considerata da questo governo talmente rilevante che si e' ritenuto doveroso intervenire con decretazione di urgenza" con il decreto legge numero 10 del 2010 per rimediare ad alcune diverse interpretazioni in materia di competenza per quanto riguarda le ipotesi aggravate dell'associazione di stampo mafioso che oggi vengono assegnate al tribunale.
Sempre per la lotta alla mafia il guardasigilli ha ricordato l'istituzione dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e per la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata e il piano straordinario contro le mafie per l'adozione delle leggi antimafia, delle misure di prevenzione e delle certificazioni antimafia. (AGI)
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CRIMINALITA': ALFANO, DA GOVERNO IMPEGNO IMPONENTE ED EFFICACE Roma, 29 gen. - In tema di giustizia penale "l'impegno del governo, con particolare riguardo all'azione di contrasto alla criminalita' organizzata, si ancora una volta confermato imponente ed efficace".
Lo ha detto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, intervenendo all'inaugurazione dell'anno giudiziario presso la Corte d'Appello di Roma. Alfano ha citato alcuni dei dati gia' presentati al Parlamento in occasione della sua Relazione sullo stato della giustizia.
Tra questi, "il piu' robusto sistema di norme di contrasto alla criminalita' organizzata; il piu' alto numero di detenuti sottoposti a regime di 41 bis; il piu' basso numero di provvedimenti di revoca del 41 bis da parte del ministro della Giustizia".(Adnkronos)
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Giustizia: ALFANO,SERVE NUOVA CULTURA OLTRE A RISORSENon bastano solo le risorse, serve una nuova cultura dell'organizzazione
ROMA, 29 GEN - C'e' ''crescente consapevolezza che il sistema giudiziario per essere innovato e diventare piu' efficiente non ha soltanto bisogno di risorse umane e finanziarie ma deve prima di tutto essere riorganizzato con la diffusione di una cultura dell'organizzazione e della misurazione dei risultati''.
Lo ha sottolineato il Guardasigilli Angelino Alfano, all'inaugurazione dell'anno giudiziario alla Corte d'Appello di Roma. ''Si tratta di una nuova cultura - ha osservato Alfano - che, non senza resistenze e con fatica sempre piu' si diffonde. L'obiettivo finale - ha aggiunto - e' ridurre al minimo le differenze di efficienza che si riscontrano sul territorio''
''La sola immissione di risorse economiche aggiuntive - ha aggiunto Alfano - non risolve alcun profilo di inefficienza di qualsiasi organizzazione complessa''. Il ministro vede confermata questa regola ''anche dai dati relativi al sistema giudiziario'' per il quale dal 1996 al 2007 sono stati spesi complessivamente nel settore dell'informatica piu' di 2 miliardi di euro (una media di 170 milioni all'anno), mentre nello stesso periodo l'arretrato sia nel settore civile che in quello penale e' sempre aumentato.
Alfano ha ricordato come invece l'arretrato civile sia ''diminuito del 4%'' e ''nel triennio della mia gestione questa voce di spesa e' scesa sensibilmente, ma con una corretta programmazione e organizzazione dei servizi ha consentito di ottenere risultati migliori rispetto al passato''.(ANSA)
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GIUSTIZIA:ALFANO, RESISTENZE CORPORATIVE OSTACOLANO RIFORMAROMA, 29 GEN - ''Resistenze corporative'' che vengono da piu' parti ''ostacolano qualsiasi tentativo di riforma del sistema giudiziario italiano''. Lo ha ribadito il ministro della Giustizia Angelino Alfano alla cerimonia di apertura dell'anno giudiziario della Corte d'Appello di Roma.
Il ministro ha garantito che ''non ci sottrarremo al confronto delle idee'' purche' si tenga conto del richiamo del primo presidente della Corte di Cassazione secondo cui sul tema dell'efficienza della giustizia ''nessuno puo' chiamarsi fuori limitandosi ad additare le colpe altrui''.
Alfano ha sottolineato come questa ''regola'', purtroppo, e' rimasta spesso inascoltata anche per le resistenze corporative. (ANSA).
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ALFANO, GRAN PARTE GIUDICI DISINTERESSATI E EQUILIBRATI Roma, 28 gen. - La maggior parte dei giudici italiani lavora in maniera disinteressata e con equilibrio.
Il Guardasigilli, Angelino Alfano, nel suo intervento all'inaugurazione dell'Anno giudiziario, ripercorre tutte le tappe del lavoro compiuto dal suo ministero, ricorda le riforme gia' attuate e quelle a cui invece bisogna ancora arrivare.
Si tratta "di un'opera difficile e faticosa" che, se ne rammarica il ministro, non viene messa in rilievo dalla stampa. Ma, sottolinea, "non avrei potuto illustrare questi positivi risultati se non avessi potuto giovarmi della collaborazione della gran parte dei principali attori del sistema giustizia, in primo luogo avvocati e magistrati".
Ebbene, prosegue il ministro Alfano, "questi quasi tre anni di esperienza a contatto con tantissimi magistrati mi confortano nella convinzione che la gran parte dei giudici italiani fa dell'impegno disinteressato, del riserbo, dell'equilibrio, del senso di umanita' e della saggezza delle loro decisioni una regola professionale e di vita - conclude il Guardasigilli - quotidianamente esercitata". (AGI)
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GIUSTIZIA: ALFANO, PRIMA DI ME INFORMATICA ERA ALL''ANNO ZERO'Roma, 28 gen. (Adnkronos) - All'atto del mio insediamento ''si era ancora all'anno zero, malgrado le somme spese''.
Nel suo intervento alla cerimonia di apertura dell'Anno giudiziario il ministro della Giustizia Angelino Alfano rivendica il proprio lavoro per informatizzare la giustizia.
''La sola immissione di risorse economiche non risolve alcun profilo di inefficienza'', spiega il Guardasigilli, citando il caso del settore dell'informatica giudiziaria, dove, dal 1996 al 2007, sono stati spesi complessivamente ''piu' di 2 miliardi di euro'', anche se ''nello stesso periodo l'arretrato sia nel settore civile che nel settore penale e' aumentato inesorabilmente. Una corretta programmazione ed organizzazione dei servizi ha consentito di ottenere migliori risultati rispetto al passato''.
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GIUSTIZIA. ALFANO: OLTRE AL FRASTUONO C'E' CHI LAVORA IN SILENZIO 'CONTINUEREMO AZIONE GOVERNO CONTRO GLI SCETTICI DI PROFESSIONE' Roma, 28 gen. - "Ho voluto riferire non del frastuono dell'albero che cade, del quale tutti si accorgono, ma dell'emozionante silenzio della foresta che cresce e di come questa sia il segno di una speranza che vive".
Cosi' il ministro Angelino Alfano conclude il suo discorso all'inaugurazione dell'Anno giudiziario in Cassazione. Il guardasigilli sottolinea di aver parlato di "leggi approvate e di problemi risolti, di decreti attuati e di deleghe parlamentari ossequiate".
In ambito informatico "di innovazioni che non fanno piu' rima con illusioni", di carceri che "potranno diventare piu' civili se ci sara' posto per tutti e non scarcerazioni gratis".
Alfano dice di aver voluto "sottolineare che se i protagonisti della giustizia giocano uniti, giocano insieme, vincono contro la lentezza, contro l'inefficienza, contro la rassegnazione ad esse".
Quindi si chiede se, conclusa la prima parte della legislatura, il governo abbia fatto tutto. "La mia risposta e' no- aggiunge- ma abbiamo fatto esattamente tutto cio' che era possibile fare. Non abbiamo completato il cammino ma abbiamo scelto la strada giusta per incamminarci.
E conclude: E se potremmo godere, come io penso, del tempo che la costituzione assegna alla legislatura, questo cammino sara' percorso fino in fondo anche contro il pessimismo degli scettici per professione".
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Alfano: Ormai stiamo 4 a 0 per noi, risultato è chiaro La Sinistra si ispira a De Coubertain: l'importante è partecipare
Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, non trattiene l'ironia e commenta con un paragone calcistico la fiducia incassata oggi dal ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi.
"Ormai - dice il Guardasigilli in Transatlantico - stiamo 4 a 0 per noi: il 29 settembre (fiducia sui 5 punti programmatici di Berlusconi, ndr), il 14 dicembre (comunicazioni del presidente del Consiglio alle Camere, ndr), la relazione sullo stato della giustizia e oggi.
Ormai il risultato mi pare chiaro, alla faccia della saggezza e della sapienza parlamentare".
"E poi - aggiunge ancora Alfano quando gli fanno notare che lo 'scarto' odierno è stato di 22 voti per il centrodestra - siamo in crescendo, tanto che oggi la sinistra ha scoperto che non gli interessava più il risultato numerico.
Ormai - conclude il Guardasigilli - si ispirano a De Coubertain: gli basta partecipare".
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Ambiente, Alfano: Lotta a Ecomafie e' pilastro Piano per il Sud Napoli, 25 GEN (Il Velino/Il Velino Campania) - "La lotta alle mafie e alle ecomafie e alla criminalita' organizzata e' il primo pilastro del piano per il Sud".
Lo dice il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, da Caserta dove con i colleghi di Governo Maroni (Interno) e Prestigiacomo (Ambiente) ha sottoscritto un protocollo d'intesa per la salvaguardia del patrimonio naturalistico nelle zone maggiormente colpite dall'incidenza della mala.
Alfano spiega: "Il protocollo e' un seme che puo' germogliare" del resto "se la Giustizia funziona e si applica anche in campo ambientale, questo si traduce in un beneficio che ricade direttamente sui cittadini". (ee)
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GIUSTIZIA: ALFANO,INTERVENTI SONO SEGNO DI FORESTA CHE CRESCE GIUSTIZIA: ALFANO,INTERVENTI SONO SEGNO DI FORESTA CHE CRESCE
(ANSA) - CASERTA, 25 GEN - Per il ministro Angelino Alfano gli interventi sul fronte del potenziamento del sistema Giustizia ''sono segnali di una foresta che cresce, non di un albero che cade''. Il guardasigilli, intervenuto a Caserta alla sottoscrizione per la tutela ambientale del territorio, ha evidenziato per quanto riguarda la Campania gli esempi positivi di Santa Maria Capua Vetere e, per cio' che concerne Napoli, ''la diminuzione significativa nel Civile del distretto della Corte di Appello''. (ANSA).
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RUBY: ALFANO, PREMIER NON VA DA PM, MA ANDRA' DA GIUDICIROMA, 23 GEN - ''Non e' vero che Berlusconi non va dai magistrati: non va dai pubblici ministeri ed e' una strategia che la legge consente all'indagato.
Credo che si rechera' invece dai giudici quando la questione dovesse riguardare appunto i giudici e non i pm''.
Lo ha detto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, intervenendo a 'L'intervista' di Maria Latella su Sky Tg24. Berlusconi, ha aggiunto Alfano, ''andra' dai suoi giudici naturali, quelli precostituiti per legge, come la Costituzione afferma''
(ANSA)
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Caso Ruby- Alfano, non accettiamo lezioni morali dalla sinistraCASO RUBY: ALFANO, NON ACCETTIAMO LEZIONI DI MORALE DALLA SINISTRA
Milano, 22 gen - ''E' insopportabile questa ipocrisia di certe vestali della virtu' e sacerdoti della decenza che dopo aver razzolato male pretendono di insegnarci la morale e di darci lezioni''.
Cosi' il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e' tornato a polemizzare con l'atteggiamento del centrosinistra sul cosiddetto caso Ruby.
''Non accettiamo questa lezione - ha insitito il Guardasigilli intervenendo a Milano a un convegno organizzato dai riformisti del Pdl - perche' non riconosciamo in loro dei professori.
Non riteniamo che la sinistra italiana possa insegnarci nulla, non riteniamo che possano darci lezioni''.
E comuque, ha concluso il Ministro, ''continuiamo a difendere Silvio Berlusconi perche' non merita tutto quello che sta subendo" (ASCA)
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