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La mafia uccide d'estate

Recensione libro di Angelino Alfano su Il Sole 24 Ore

Un male incurabile parola di ex ministro

«La mafia uccide d’estate» di Angelino Alfano è una cronaca senza enfasi dei successi e degli insuccessi alla guida del dicastero, con una predizione infausta per il futuro.

di Stefano Folli

Fonte: Il Sole 24 Ore


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Recensione libro di Angelino Alfano - la mafia uccide d'estate - su Tempi.it

03 Gennaio  2012

La mafia uccide d'estate di Angelino Alfano

Clamoroso in via Arenula: antimafioso, siciliano e berlusconiano. Il pidiellino “impossibile” Angelino Alfano e i suoi tre anni da ministro della Giustizia

«Quello che leggerete è un racconto. È il racconto di mille giorni e di mille episodi». Comincia così la narrazione autobiografica di Angelino Alfano, il più giovane guardasigilli della storia italiana, che ha deciso di ripercorrere in un libro il triennio vissuto da ministro della Giustizia. Attraverso continui flash-back nel suo passato da giovane militante capellone tra banchi di scuola, convegni e assemblee, l’attuale segretario nazionale del Pdl stila un bilancio coerente di successi e sconfitte, facendo saltare l’equazione secondo cui non si può essere antimafioso, siciliano e berlusconiano al tempo stesso. La mafia uccide d’estate è il titolo del libro, scelto perché è proprio nella calda e lunga estate siciliana che si sono compiuti gli omicidi di Falcone, Borsellino, Chinnici, La Torre e di tante altre vittime di Cosa nostra. «Era come se la benedizione di Dio su questi luoghi meravigliosi facesse a pugni con la maledizione degli uomini che hanno rubato un pezzo del nostro futuro», scrive Alfano puntando il dito contro quella mafia che «ci ruba le parole», ma anche l’onore, il rispetto, la famiglia, la dignità e l’amicizia. Attento a non infarcire il testo di fredde teorie giuridiche, l’ex ministro lo arricchisce con il suo lato umano, quello di una persona che crede nella giustizia e nella politica e che prova grande amarezza durante le commemorazioni delle vittime della mafia, così contrastanti con i ricordi di gioia, di sole, di mare e di luce della Sicilia della sua gioventù. Ed è proprio a una di queste vittime che Alfano rivolge il primo pensiero una volta designato ministro: al giudice ragazzino Rosario Livatino, conterraneo e coetaneo. 

Le vittorie e le grandi incompiute
Tracciando il bilancio del suo triennio da guardasigilli, il segretario del Pdl rivendica anche «vittorie» come l’inasprimento del 41 bis, firmato subito dopo l’insediamento in via Arenula, che segna per i mafiosi la fine del “Grand Hotel Ucciardone” e che ad Alfano sembrò il compimento della giovinezza antimafia. Alle note scottanti, quelle del “mascariamento” («la raffinata tecnica utilizzata per distruggere in Sicilia gli avversari politici») e della casta degli intoccabili (quella dei magistrati, per i quali le sedi disagiate sono in realtà sedi «sgradite», quella dove impera il «nonnismo giudiziario», quella protetta da un Csm spesso pronto a chiudere un occhio verso i colleghi, anche quando questi archiviano materiale pedopornografico o intrattengono rapporti coi mafiosi), si accostano le grandi incompiute: la legge sulle intercettazioni e la riforma costituzionale. 
In vista di tempi migliori Alfano conclude con una dedica (ironica ma fino a un certo punto) al ministro della Giustizia del 2033, buttata giù dopo aver appreso che già Mino Martinazzoli in un libro del 1983 affrontava le stesse questioni irrisolte: «Io sono arrivato 25 anni dopo e ho lavorato sugli stessi problemi. Spero con queste 350 pagine di aver dato il mio contributo affinché il ministro che verrà nel 2033, tra 25 anni, possa confrontarsi con questioni differenti». Infine l’appassionato appello ai giovani: «Coltivate le vostre passioni, impegnatevi, non cedete alla rinuncia e al pessimismo. Credete nei vostri ideali, se avete un sogno coltivatelo, non rinunciate ad essere onesti, non siate disaffezionati alle istituzioni e alla politica. Contribuite con la vostra intelligenza, con la vostra creatività, col vostro entusiasmo a migliorare questa nostra Italia che ha bisogno di voi. Insieme sforziamoci di creare una società migliore in cui ci sia spazio per tutti voi».

Di Mariapia Bruno

in Cultura

Fonte: www.tempi.it


 

 

Dal racket delle file alla riforma dei giudici di pace

21 Novembre 2011

Dal racket delle file alla riforma dei giudici di pace

La denuncia, partita dal Messaggero, di un vero e proprio racket delle file all’ufficio del giudice di pace venne raccolta e affrontata al ministero della Giustizia.

Lo racconta Angelino Alfano nel suo libro La mafia uccide destate.


Fonte: Il Messaggero


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Alfano e i suoi mille giorni da ministro contro le mafie

15 Novemre 2011

L’ex Guardasigilli ha presentato “La mafia uccide d’estate”

Alfano e i suoi mille giorni da ministro contro le mafie


di Lella Battiato

Fonte: Giornale di Sicilia - Catania

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Catania, ovazioni per il segretario Alfano

12 Novembre 2011

Catania, ovazioni per il segretario Alfano

“Alfano premier” ma lui lavora a ricucire il Pdl

Un impresa. In Sicilia per presentare il suo libro, incassa complimenti mentre cerca ancora la sintesi dentro il partito.


di Andrea Lodato

Fonte: La Sicilia


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Alfano si racconta ecco la mia guerra contro la casta togata

17 Novembre 2011

Saggio "La mafia uccide d'estate" scritto dall'ex Guardasigilli

Alfano si racconta ecco la mia guerra contro la casta togata

di Dina D'Isa

Fonte: Il Tempo


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Tre anni alla giustizia - Alfano si racconta

12 Novembre 2011

Tre anni alla giustizia - Alfano si racconta

L’ex Guardasigilli ripercorre con La mafia uccide d’estate il triennio trascorso in via Arenula. Un incarico dedicato sin dalla nomina al “giudice-ragazzino” Rosario Livatino, conterraneo e coetaneo assassinato dalla mafia. Con qualche soddisfazione, come il 41 bis e tante incompiute: le intercettazioni, le sedi disagiate non coperte e la mancata riforma.

L’antimafioso siciliano alle prese col “ministero delle emergenze”

Di Angelo Picariello

Fonte: Avvenire

 

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Alfano, una carriera nel nome di Rosario Livatino

11 Novembre 2011

Una carriera nel nome di Rosario Livatino

“Vi spiego la mia guerra alla casta delle toghe”

Il libro (autobiografico) di Angelino Alfano sulla giustizia

Di Stefano Zurlo

Fonte: IL GIORNALE


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Il libro sul sito Mondadori

 

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Alfano: “dopo di noi chi oserà sfidare le toghe?”

8 Novembre 2011

Il segretario del Pdl racconta in un libro i giorni da Guardasigilli, l’impegno antimafia e la chiamata di Berlusconi.

Alfano: “dopo di noi chi oserà sfidare le toghe?”

di Francesco Verderami

Fonte: Corriere della Sera

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Angelino Alfano: così hanno smesso di chiamarmi segretario bambino

la mafia uccide d'estate - il libro di angelino alfano

10 Novembre 2011

Angelino Alfano: così hanno smesso di chiamarmi segretario bambino

La moderazione. La prudenza e l’esperienza al ministero della Giustizia. La stima del capo dello Stato. Ma anche l’oratoria e il senso per l’organizzazione. Ecco come il delfino del premier è cresciuto tanto. In fretta.

di Carlo Puca

Fonte: PANORAMA

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Le memorie di Angelino in “La mafia uccide d’estate” su Libero

10 Novembre 2011

La trappola di Repubblica per rovinare l’ascesa di Alfano

In “La mafia uccide d’estate” il segretario del Pdl racconta la nascita del suo impegno politico e le accuse false di essere amico di “Cosa Nostra”.

il libro di angelino alfano l- la mafia uccide d'estate

Fonte Libero

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Angelino Alfano: la mia lotta contro la mafia – Intervista su Chi

9 Novembre 2011

Intervista ad Angelino Alfano: La mia lotta contro la mafia

Fonte: CHI

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