21 gennaio 2011
Budapest (Ungheria). Nel suo intervento alla riunione informale GAI, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha sottolineato l’importanza della rimozione degli ostacoli all’esercizio dei diritti Ue.
“È un tema strategico per lo sviluppo dell’Unione Europea - ha affermato il Guardasigilli - poiché sono convinto che il successo del progetto politico europeo dipenda dalla capacità di fare percepire al cittadino Ue il valore aggiunto del suo nuovo status. Per realizzare, infatti - ha sottolineato il ministro Alfano -, quello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, occorre lavorare lungo una doppia traccia: concretizzare il principio del mutuo riconoscimento e procedere, dove necessario, al ravvicinamento di norme e procedure tramite una mirata attività legislativa. Oltre a rafforzare il concetto di cittadinanza europea - ha aggiunto il Guardasigilli - è necessario ricordare che il catalogo dei diritti dei cittadini dell’Unione rappresenta un elenco aperto e suscettibile di continui arricchimenti. È questo un importante dato politico che testimonia come il cammino dell'Europa sia, in primo luogo, un percorso di crescita dei diritti, di rafforzamento della libertà e di allargamento degli spazi di solidarietà collettiva”.
Nel suo intervento, Alfano si è soffermato anche sui diritti degli indagati, la protezione dei soggetti vulnerabili e l’assistenza alle vittime, i quali, ha sottolineato, “rappresentano dei punti essenziali nella costruzione dello spazio di Giustizia europeo, per i quali è necessario agire con una forte presenza dell’Italia nelle istituzioni Ue”.
“In quest’ottica - ha proseguito il Guardasigilli - rientra anche la tutela dei diritti dei detenuti e il loro reinserimento sociale, aspetti tenuti in debito conto nel nostro Paese. Ed è proprio per questa ragione, infatti, che auspico una fattiva cooperazione europea in materia di detenzione, come tra l'altro già recepito nel programma di Stoccolma. La linea vincente - ha concluso il ministro Alfano - è, quindi, una sinergia equilibrata che agevoli lo scambio delle best practices europee nel settore della detenzione, della reintegrazione sociale dei detenuti e della riduzione della recidiva”.