9 settembre 2010
Il Ministero della Giustizia ha fatto tutto quanto in suo potere per risolvere il gravissimo e annoso problema della scopertura degli organici dei magistrati, soprattutto nelle sedi più esposte sul fronte della lotta al crimine organizzato.
In particolare, il Ministero della Giustizia ha portato all'approvazione del Consiglio dei Ministri, già a partire dal 2008, ben due decreti legge, convertiti all'unanimità dal Parlamento, mirati: il primo ad assicurare concreti incentivi economici e di carriera a quei magistrati che avessero optato per i trasferimenti; il secondo, data la carenza di aspiranti, a dare facoltà al Csm - nel pieno rispetto dell'autonomia e indipendenza della magistratura e della inamovibilità dei magistrati - di trasferire in quelle sedi coloro che appartenessero al medesimo distretto o ai distretti confinanti, garantendo gli stessi benefici economici e di carriera previsti per i trasferimenti volontari.
In quest'ottica, ho scritto due lettere a tutti i Procuratori della Repubblica, titolari delle sedi disagiate, per comunicare loro che avrei seguito personalmente l'evoluzione della vicenda e che avrei quotidianamente sensibilizzato il Csm perchè utilizzasse gli strumenti offerti dal Governo. Allo stesso modo ho scritto al Presidente della Repubblica per tenerlo informato dei passi che il Governo aveva compiuto per la risoluzione definitiva della grave problematica.
Confido che il nuovo Csm dia rapida esecuzione alla legge, procedendo in via di assoluta urgenza a inviare quei magistrati necessari per fare fronte alle situazioni di maggiore criticità. Sono ottimista a riguardo, soprattutto dopo la proficua conversazione telefonica che ho intrattenuto questa mattina, sull'argomento, con il vice presidente del Csm, Michele Vietti.
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