
13 luglio 2010
“Fino a gennaio, la parola ‘ndrangheta non esisteva nelle leggi d’Italia. E’ stata premiata l’intuizione di dare alla ‘ndrangheta il rango di organizzazione criminale complessa, governata da una vera è propria cupola, con una struttura di comando centralizzata e piramidale”. Lo afferma il ministro della Giustizia Alfano, che ha ricevuto notizie dell’operazione dal Procuratore Pietro Grasso con cui si è intrattenuto in una lunga e cordiale telefonata, commentando gli arresti di questa mattina in Calabria e in diverse località d’Italia.
“E’ stata questa – continua il Guardasigilli – la ragione per cui, nel CdM di Reggio Calabria, abbiamo voluto inserire la parola ‘ndrangheta nella legislazione e abbiamo voluto farlo per decreto. Siamo lieti che, ancora una volta, una nostra legge riceva pronta e utile applicazione contro la criminalità organizzata e a beneficio dei nostri concittadini”.
“Quella di oggi – conclude Alfano – è la più imponente operazione degli ultimi anni contro la ‘ndrangheta che dimostra la straordinaria forza della Squadra-Stato. Le mie congratulazioni alle Procure distrettuali antimafie di Reggio Calabria e Milano che, con il coordinamento della DNA, hanno abilmente diretto gli uomini dei Carabinieri e della Polizia, assicurando alla giustizia, grazie a complesse indagini, più di 300 affiliati e consentendo il sequestro di beni illecitamente accumulati per decine di milioni di euro, possibile grazie anche alle nuova normativa varata dal Governo Berlusconi sul tema dell’aggressione ai patrimoni illeciti”.