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La Torre: Alfano, intuì necessità di aggredire patrimoni mafiosi

Roma, 30 Aprile 2011

“Oggi si ricorda la barbara uccisione dell’onorevole Pio La Torre e del suo autista. Pio La Torre, siciliano e profondo conoscitore delle realtà mafiose dell’isola, ebbe per primo l’intuizione della necessità di aggredire i patrimoni criminali con un sistema di misure di prevenzione in grado di colpirne l’acquisizione e il riutilizzo”. Lo afferma, in una nota, il ministro della Giustizia Angelino Alfano.

“L’attuale sistema opera in questo solco, seguendo quell’orientamento che concepì anche l’articolo 416bis del codice penale. A quella intuizione noi, oggi, rendiamo un commosso omaggio, nella convinzione che coltivare la memoria di uomini di tale levatura sia un dovere e un investimento per i nostri giovani. Tutto questo va al di là delle appartenenze e del colore politico. Così come ci ha trasmesso l’esperienza illuminata di Pio La Torre - conclude il Guardasigilli - nel corso la sua carriera di deputato della Repubblica e uomo di spicco dell’allora partito comunista siciliano”.



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