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ALFANO, CODICE STRUMENTO AGILE. PARLAMENTO LO ESAMINI IN FRETTA

Roma, 9 giu - ''Uno strumento agile e snello per contrastare la criminilita' organizzata.

Speriamo ci sia un riconoscimento al Governo di aver voluto perseguire la strada della lotta alla criminalita' organizzata con l'unanimita' del parlamento''.

Cosi' il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, si e' espresso sul decreto legislativo sul Codice Antimafia che ha avuto il via libera preliminare da parte del Consiglio dei ministri. ''Speriamo - ha aggiunto - che le commissioni di Camera e Senato ce lo restituiscano con celerita'''.

Il decreto sara' poi approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri.

 

Alfano: Codice antimafia risultato atteso da decenni "Completamento della strategia del Governo"

Roma, 9 giu. (TMNews) - Il ministro della Giustizia Angelino Alfano è molto soddisfatto dell'approvazione del Codice antimafia approvato oggi in Consiglio dei ministri: "E' un risultato atteso da decenni", ha commentato in conferenza stampa a palazzo Chigi.

Per Alfano si tratta del "completamento di una strategia che il Governo Berlusconi ha perseguito fin dall'insediamento, ricordo il primo Consiglio dei ministri operativo a Napoli nel maggio 2008, quando venne approvato il primo pacchetto, un decreto e un ddl, contro la criminalità organizzata, poi abbiamo continuato nel 2009 e nel 2010 a Regio Calabria abbiamo completato l'opera, sostituendo le mille chiacchiere con i fatti".

La strategia del Governo, ha sostenuto il Guardasigilli, è fondata su "tre direttrici, che hanno messo in grande difficoltà la criminalità organizzata: arresto dei latitanti, carcere duro, aggressione ai patrimoni criminali.

Fatti, non parole".Quello di oggi, con l'approvazione del Codice antimafia, "è un risultato atteso da decenni".

 

I risultati della lotta alla mafia

 

PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI IN MATERIA DI LOTTA ALLA MAFIA E ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

XVI LEGISLATURA (in corso):

Dal 29 aprile 2008 ad oggi, sono state approvate le seguenti leggi:

Legge 15 luglio 2009, n. 94 comma 25 lettera g)

Regime carcerario speciale (art.41 bis). Modifica il regime carcerario speciale previsto dall’art. 41-bis dell’ordinamento penitenziario. In linea con la riforma varata dal Governo Berlusconi con la legge 23 dicembre 2002, n. 279, il regime di massima sicurezza è ulteriormente aggravato ed è reso più efficiente.